mercoledì 5 febbraio 2014

yeah!

You can make it right
And that makes you larger than life (alright)

Looking at the crowd
And I see your body sway, c'mon
Wishin' I could thank you in a different way, c'mon
Coz' all of your time spent keeps us alive

Chorus:
All you people can't you see, can't you see
How your love's affecting our reality
Every time we're down
You can make it right
And that makes you larger than life (larger than life)

Ohhhh, yeah, that's right

All of your time spent keeps us alive 

Everytime we're down, and make it right

All you people can't you see, can't you see
How your love's affecting our reality
Every time we're down
You can make it right
And that makes you larger than life

Yeah, every time we're down
Yeah, you can make it right
Yeah, that's what makes you larger than life yeah

Chorus:
All you people can't you see, can't you see
How your love's affecting our reality
Every time we're down
You can make it right
And that makes you larger than (that make you larger than)
That makes you larger 
That makes you larger than life

martedì 14 gennaio 2014

Problemi

Veri problemi non esistono. In realtà i problemi non hanno modo di esistere se non nel nostro personale immaginario. Al di là della sofferenza fisica, della mancanza di salute e della morte, tutto il resto non esiste se non nel nostro cervello, se non nella proiezione che facciamo della realtà.
I problemi non sono alto che il gap tra le aspettative e la momentanea situazione reale. In realtà i problemi possono esistere in un lasso di tempo, anche molto breve, oppure non esistere affatto ma solo idealizzati. Non è detto che un problema da risolvere sia un effettivo problema da risolvere qualora avessimo la possibilità di modificare alcuni parametri della realtà che lo rende tale. Molto spesso i parametri della vita siamo noi a deciderli o siamo noi a perseguirne la persistenza con la nostra stessa volontà, anche quando riconosciamo che potrebbero essere cambiati. In conclusione, quasi tutti i problemi della nostra esistenza nascono dalla nostra stessa volontà di rimanere noi tali e quali, di non voler modificare la nostra stessa condizione generale o parziale e pertanto sono solo un'ottusa volontà di non voler accettare che le nostre stesse aspettative restano, volutamente, saldamente più alte di quello che realmente potremmo riuscire a soddisfare. Non è così difficile cambiare la nostra vita quando qualcosa ci affligge, credo sia molto più difficile incaponirsi per superare un ostacolo che si presenta come impossibile da scavalcare. Soprattutto credo sia molto più difficile pretendere di superare tutti gli ostacoli senza prevedere nuove strategie o nuovi metodi.
I problemi stanno fuori, la vita sta dentro.

martedì 7 gennaio 2014

Happy New Year!!

Da quanto tempo! Sono stato assorbito dai social e dei blog in maniera intensa per un breve periodo che non ho più saputo stare al passo. Rimedierò? Ci proverò! Uno dei buoni propositi messi nella lista "2014" potrebbe essere quello di mantenere viva la comunicazione con il mondo virtuale (attualmente assente e poco ricettivo).
Intanto happy new year a tutti! Ho cominciato l'anno alla grande. Ho cominciato l'anno scarico e svincolato da quella brutta sensazione che spesso mi ha assalito alla fine degli anni precedenti, mista a delusione e sconforto. Direi proprio che già questo è un buon segno! Ho cominciato l'anno così come ho terminato quello precedente: suonando musica e con accanto la mia grande compagna. Lavoro soddisfacente e cuore ben nutrito. Che volere di più?
Ho cominciato l'anno nuovo in un modo che non mi sarei mai aspettato, uno di quei modi che, come dico sempre, se me lo avessero predetto tipo quindici anni fa, sarei sbottato a ridere come un matto. Invece eccomi qui ancora sulla scena, schiavo eterno della musica, innamorato perso della musica, affamato come una belva di musica.
La colonna sonora di questa sera è Alive del 2007 (live set dei Daft Punk), spuntata dopo un'ora di ascolto e studio di live set di dj internazionali. Non so perchè ma nonostante la bravura ed il genio di molti dj internazionali, non riesco in nessun modo a schiodare da questo senso di devozione per quei due maledetti finti robot. Sono frocio dei Daft Punk!
Propositi? No non ho nessun buon proposito da raggiungere durante il corso del nuovo anno, ho solo dei piani ben studiati da portare a termine. Non mi faccio più fregare dai sogni di gloria che mi hanno deluso in passato, non mi faccio più intortare da giochi improbabili, non mi fermo più davanti a niente ora! Ho preso delle decisioni faticose nel corso dello scorso anno ed ora è solo il momento di renderle concrete. Sarà durissima lo so, ma tanto lo so che se non mi strippo su più fronti, prima di tutto mi impigrisco e poi non mi sento soddisfatto.
Happy New Year my friends! Get ready for 2014! The best is yet to come! Basta ho finito le cazzate in inglese.
La vita sta dentro, la vita sta dentro e da dentro deve guidare i passi e le mosse di ogni giorno. La vita sta dentro e da dentro deve esplodere come un sole che per milioni di anni illumina, scalda, nutre ogni cosa attorno.
La vita sta dentro... tiriamola fuori!






giovedì 14 novembre 2013

Musica Maestro!

Ogni tanto ci vuole. Ogni tanto. Ma giusto ogni tanto. Autocelebrazione. Oggi faccio questo: autocelebrazione. Inizia il 31 ottobre del 2013 la mia nuova avventura musicale, inizia da un giorno all'altro senza preavviso, inizia e d'un tratto mi scaraventa a tremila chilometri orari verso una destinazione ignota. Credevo di aver fatto tanto, credevo di aver fatto quasi tutto ed invece non avevo ancora fatto un programma mixato in radio. E che radio! A volte dimentico di lavorare da molti anni nella prima radio della città di Roma. A volte certe cose invece me lo fanno ricordare. Oggi ascolto la terza puntata di Rhythmic History in diretta su Dimensione Suono Roma. A casa, sul divano, con le mie mille idee in testa e qualche decina invece presenti davanti a me. Emozionante.

mercoledì 23 ottobre 2013

La vita si scarta.

La vita è fatta di tanti giorni che si scartano come sorprese. Nessuno di noi può sapere se stiamo scartando l'ultima sorpresa o soltanto la prima di una lunga serie.

giovedì 3 ottobre 2013

si parte!

Ecco che sulla preparazione della valigia può esplodere un mondo di polemiche, consigli, strategie, teorie e chissà cos'altro, da far impallidire i più grandi scienziati e psicologi. Quando si deve partire si prepara il bagaglio e per ogni occasione c'è tutto uno studio metodico.

Io per esempio faccio la valigia con una settimana di anticipo. Comincio sette giorni prima della partenza a studiare l'abbigliamento necessario, poi inizio a metterlo da parte per non usarlo a ridosso della partenza, poi faccio una lista di carta scritta a penna da tenere sulla pila di vestiti, poi il giorno prima di partire faccio il check. Altri per esempio fanno la valigia rigorosamente il giorno prima di partire, magari la selezione di ciò che vogliono portare la studiano mentalmente. Alcuni fanno la valigia senza nemmeno pensarci, assidui viaggiatori. Mille modi di preparare il proprio bagaglio possono stupire ed incuriosire tutti noi, quando ci confrontiamo su questo tema. Dividere il bagaglio in due parti, uno destinato a rimanere a mano, a portata, pronto per l'uso, l'altro destinato ad essere stivato.
Che sia vacanza o lavoro, ognuno prepara le cose che sembrano indispensabili: asciugacapelli, paia di scarpe, pigiami, guanti, costumi, accappatoi... Libri. Siamo tutti in preda a piccole crisi di panico o di identità quando dobbiamo fare la valigia prima di partire. Ci facciamo assediare le mura di cinta della mente da domande ed ipotesi varie sull'utilità di ogni oggetto.
Noi abituati a non farci mancare nulla dobbiamo decidere attentamente cosa eliminare dalla lista delle priorità e cosa inserire nell'elenco delle necessità. Facciamo un balletto di ipotesi e riflessioni che a volte ci aiuta anche a capire meglio il nostro stile di vita, il nostro modo di accontentarci, il nostro universo materiale. Balliamo quel po' che ci rende elettrici mentre accatastiamo i nostri trofei di consumo per poi adagiarli nella valigia.
Viaggiatori occasionali o incursori smaliziati del mondo, camminatori timorosi o disegnatori di sentieri, comodoni e poltroni da villaggio turistico o avventurieri curiosi ed instancabili. Noi siamo tutto questo e molto più. Ogni viaggio che ognuno di noi compie nella propria vita ha il sapore di emozione, di febbricitante scalpitìo. Noi siamo tutto questo e molto più!
Carta di viaggio alla mano, senza riserve, intraprendiamo ogni viaggio che programmiamo o che altri hanno impacchettato per noi. Soldi alla mano iniziamo, senza riserve, ogni conquista momentanea di territori che abbiamo selezionato o che altri hanno ipotizzato per noi.
Siamo tutti piccoli Colombo che a bordo del proprio vascello solcano mari sconfinati per approdare dove sembra che nessuno sia mai stato prima. Siamo tutti piccoli Galilei che si illuminano davanti alla rotondità di un pianeta che ci fa girare.
E via il caricabatterie, lo spazzolino, il dentifricio, poi via anche tutto il resto del beauty case, di seguito il vestito buono per la sera che vogliamo essere belli, sotto mettiamo la maglietta per dormire e quelle altre per stare di giorno, poco impegnative. Di lato le scarpe, le scarpe che hanno vinto il concorso del compromesso tra "volume che occupano in valigia-resa agli occhi stranieri-abbinamento con vestiario selezionato".
Io adoro fare la valigia! Adoro quel senso di organizzazione che mi nasce dentro quando le mie ipotesi si annullano, si confrontano, si descrivono in formule matematiche. Fare la valigia per noi esseri umani "normali" è il momento più bello di tutto il viaggio! Fare la valigia per noi esseri umani è come "Il Sabato Del Villaggio"!
Vacanze invernali, vacanze estive, soggiorni premio, viaggi di lavoro, fughe d'amore... Tutti ci trasformiamo in frizzanti esserini che si coccolano nello scegliere le proprie indispensabili cosette.
Per non parlare della tecnologia poi... Potrei aprire un capitolo a parte solo per dipingere la follia cubista che avvolge la mente malata di quei "tecnolomani" che in vacanza, per una settimana, non si fanno mancare computer portatili, navigatori, tablet, bussole ad energia atomica... Lampade a lava....
Si controlla il peso della nostra opera d'arte sulla bilancia di casa per non rischiare di eccedere (mai una volta che la bilancia di casa indica il peso che poi ci vediamo sbattere in faccia al check-in) e poi si va via di casa. Ultimo controllo nelle tasche per evitare che suoni tutto l'armamentario anti terrorismo, ultima riflessione mentale per ricordare se l'acqua è stata chiusa, se il gas è stato chiuso, se le serrande sono state chiuse, se la porta è stata chiusa... insomma l'ultimo controllo sulla soglia di casa è per assicurarsi che partendo ritroveremo tutto quello che lasciamo, lì dov'è. E via!
Alla grande, il nostro viaggio inizia nel migliore dei modi! Valigia iper controllata, orario perfetto e mille-mila pensieri e speranze!

Noi. Questo siamo noi. Noi che una casa ce l'abbiamo. Noi. Noi che un ritorno ce lo siamo programmato pur facendo i conti con quel senso di evasione che sempre ci accompagna in viaggio. Noi.

Non loro... Non loro che hanno lasciato tutto quel poco che avevano su quella maledetta spiaggia, di notte, mentre dubbi al posto di speranze e aspettative tagliavano loro la voce in gola. Non loro. Noi ma non loro. Niente bagaglio, niente valigia per loro, niente pezzetti irrinunciabili da tenere al seguito. Noi. Non loro. Buttati come animali da macello sulla zattera del mattatoio con nessuna carta di viaggio in mano o in tasca. Noi. Non loro. Loro sono morti senza il caricabatterie, senza asciugacapelli, senza crema antirughe. Morti.

Loro hanno messo nel loro bagaglio solo e soltanto la loro vita disperata che non vale nemmeno un caricabatterie. Loro hanno messo nel loro bagaglio solo e soltanto la loro vita disperata che non vale nemmeno un asciugacapelli o un vestito buono, e l'hanno pure perso.

Partire senza valigia significa partire senza nulla da riportare indietro perché tutto quello che avremmo potuto voler riportare indietro non vale di più di una speranza senza fondamenta.

lunedì 2 settembre 2013

La Legge è (più o meno) Uguale Per Tutti

Bloggare sul concetto dell'inesistenza di una reale manifestazione o applicazione della giustizia superiore ad ogni essere vivente è inutile, anacronistico, noioso, banale e pure poco furbo. Infatti non lo farò. Bloggare sul concetto dell'inesistenza di una reale manifestazione o applicazione della giustizia superiore ad ogni essere vivente in questo frangente (per non dire periodo) di storia italiana poi è ancora più inutile, anacronistico, noioso, banale e decisamente non furbo. Diciamo che la faccenda ridicola di Berlusconi ha monopolizzato i media, massacrato un vasto numero di organi riproduttivi maschili e gettato, agli occhi degli osservatori internazionali, tonnellate di spazzatura sul popolo italiano. Nessun commento in merito farò in questa sede se non esprimere velocemente che ritengo penoso anche solo che si sia discusso di fare eccezioni in merito al suo allontanamento dalla scena politica del paese.
Quindi visto che bloggare sul concetto dell'inesistenza di una reale manifestazione o applicazione della giustizia superiore ad ogni essere vivente è quello che non ho intenzione di fare, vorrei solo soffermarmi un istante su quello che potrebbe essere il motivo, o uno dei motivi, per cui la giustizia teorica non trova praticamente mai applicazione nella vita e nella società degli uomini. Tutti noi possiamo essere osservatori ed in certi casi, rimanendo qualche istante fermi a pensare, possiamo sviluppare delle teorie. Farò questo... Faccio questo: Teorizzo sul più e sul meno. Teorizzo per puro diletto personale. Trovo sciocco sprecare riflessioni senza concedere loro un minimo di importanza o la possibilità di rendermi un pochino più evoluto di uno scarafaggio che reagisce agli stimoli.

Perché la legge che gli uomini si sono sempre sforzati, si sforzano di scrivere, sembra essere solo un buon proposito e nulla più? Perché gli uomini hanno sempre parlato e parlano di leggi e di giustizia come concetti astratti, relegandoli in quei polverosi scatoloni mentali che parcheggiano insieme a speranze e sogni che nessuno ha mai realizzato? Perché la cultura popolare insegna proverbi tipo "San Giusto è morto impiccato"? Perché i giusti sono da sempre martiri? Perché non si scardina in nessun modo questa potenza che combatte e vince da sempre, che inesorabilmente sconfigge la giustizia?

La mia riflessione:

La risposta a tutte queste domande è semplice. La risposta a tutte queste domande è semplice e tutti la conoscono. La risposta a tutte queste domande è semplice e tutti la conoscono, ma nessuno vuole gettare la spugna accettando che sia incontrovertibile. La risposta c'è. La spiegazione al fatto che gli uomini siano incapaci di vivere in una condizione di giustizia generale c'è ed è tanto ovvia quanto facile. 

La mia teoria:

La risposta è che la giustizia teorica, depositata nel nostro intimo intelletto, non esiste, non può esistere e quindi resta presente nella filosofia dell'uomo, come una costante, resta presente nella filosofia dell'uomo proprio perchè fa parte di quei concetti irraggiungibili che l'uomo insegue da sempre. L'uomo insegue ciò che non può raggiungere. L'uomo insegue ciò che non può raggiungere, ciò che idealizza. L'uomo arde dentro di un fuoco infernale, alla ricerca di tutto ciò che non trova a portata di mano per saziare quella fame e quella sete di supremazia. 
L'uomo è l'animale alla conquista del mondo che ha sempre dimostrato avidità, quell'animale innaturale, quell'animale sovrannaturale che riesce a ribellarsi alle basiche leggi della natura, quell'animale superiore per ingegno a tutti gli altri, quell'animale che non si è mai preoccupato di comprendere i meccanismi che regolano i meravigliosi equilibri della natura se non per approfittarne. L'uomo è quell'animale straniero che popola la terra senza averne diritto, senza essere accettato, senza meritarlo.

Questa è la mia risposta alla domanda, alle domande, ai dubbi sull'utopia della giustizia teorica. 

Come può l'individuo umano rispettare il macrocosmo e sacrificasi nel suo rispetto, quando il proprio egoismo ne annulla l'infinito senso di maestosità per soffocarlo con la forsennata ricerca di soddisfazione di quelle necessità banali gridate dal proprio microcosmo? L'uomo non ha giustizia perché dentro al proprio spirito non ne vuole. L'uomo brama la giustizia, si batte per averla, soffere, rinuncia, muore in nome della giustizia ma solo per ostentare la propria forza. Non può esistere giustizia dentro uno spirito affamato, non può saziarsi la fame di uno spirito instabile. Non c'è meraviglia che incanti gli occhi chiusi di un uomo che vive per se stesso, per il potere di essere e mostrarsi. Non esiste meraviglia che incanti gli occhi chiusi, stretti con forza. Mai sarà giustizia nell'uomo... solo convenienza e accomodazioni.

E' il potere. Il potere che alcuni individui ricevono o si arrogano che ci rende competitivi oltre ogni forma di rispetto. Senza il bisogno di potere saremmo un grande oceano limpido che onda su onda, goccia su goccia, splende sotto la luce del sole. Il potere... ma questa è un'altra storia...



Colonna sonora:
Stardust - Music Sounds Better With You
The Supermen Lovers (feat. Mani Hoffman) - Starlight
Modjo - Chillin
Modjo - No more tears
Daft punk - club soda
Aerodynamic-Daft Punk
Robert Miles - Children
Robert Miles - Children
Nightcrawlers - Push The Feeling On (****)
Sonique It Feels so Good
Modjo - Lady (Hear Me Tonight) 
Mike Oldfield - Muse
Ludovico Einaudi.